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Reflusso Gastroesofageo e Infiammazione delle Mucose dello Stomaco

Cos’è il Reflusso? Conoscere il Problema

Il reflusso è una patologia caratterizzata dal ritorno dei succhi gastrici dallo stomaco verso la bocca (giungendo in esofago). La conseguenza, nei casi lievi, è una acidità in bocca, mentre nei casi più gravi, una ulcerazione del cavo orale/e dell’esofago.

Ne soffre circa il 40% della popolazione (▪). Per due terzi (▪) della popolazione italiana il disturbo è cronico e per molti di loro è addirittura invalidante.

Reflusso gastroesofageo

Ai primi disturbi non ci si preoccupa più di tanto, si tende a sottovalutare i segnali del nostro corpo, tuttavia, se il disturbo non è associato ad una situazione particolare e comunque in forma ripetuta conviene approfondire. 

Lo specialista che segue questa patologia è il gastroenterologo, su indirizzo del medico curante. 

Poiché gli esami spesso sono invasivi, talvolta si interviene con combinazioni più o meno casalinghe come limone ed acqua tiepida, limone e bicarbonato, decotti, digestivi per poi passare ai farmaci, come i correttori di acidità, fino ad arrivare a trovarsi già ad utilizzare diverse medicine, senza aver fatto accertamenti specifici al riguardo. 

Il reflusso dipende, in ultima analisi, da una disfunzione dello sfintere che chiude lo stomaco nella parte superiore, ed evita che i succhi gastrici risalgano verso la bocca. 

Cosa si Rischia? Il Concreto Pericolo di un’Ustione Chimica

Piccoli rigurgiti di succhi gastrici dallo stomaco all’esofago possono verificarsi normalmente alla fine del pasto.

A parte questi casi sporadici, lo sfintere del cardias normalmente impedisce al succo gastrico di venire a contatto con la mucosa esofagea. I succhi gastrici sono formati da un ricco contenuto enzimatico e da un pH estremamente acido e molto corrosivo. La mucosa dell’esofago, diversamente da quella dello stomaco, è assolutamente priva di meccanismi di difesa e quindi non attrezzata a resistere a queste aggressioni chimico-enzimatiche.

Quando il reflusso del chimo acido dallo stomaco all’esofago si verifica frequentemente e, con caratteri di particolare gravità, si parla di malattia del reflusso gastroesofageo.

Concause: Fattori di Rischio e Abitudini Errate

Alla base del reflusso ci sono vari fattori taluni legati direttamente allo stomaco, come disfunzione dello sfintere del cardias o l’ernia iatale ed altri relativi ad organi connessi come fegato ingrossato, colecisti infiammata.

I fattori di rischio associati e più comuni includono inoltre:

  • alcuni farmaci
  • obesità
  • alcool
  • fumo (sia attivo che passivo)
  • inquinamento ambientale
  • gravidanza

Anche l’abitudine alimentare, l’attività fisica e lo stress giocano un ruolo fondamentale ed andrebbero maggiormente considerate. 

Come abbiamo visto, il cardias gioca un ruolo chiave. Questo sfintere si apre per far passare il cibo e contraendosi si chiude, impedendo la risalita dei succhi gastrici. 

Le concause hanno un effetto diretto o indiretto sulla perdita, anche parziale, della capacità della muscolatura della parte alta dello stomaco, di contrarsi e chiudere lo sfintere.

Infiammazione Basale: Come riconoscerla?

Lo stomaco viene suddiviso in quattro macro regioni, la parte superiore denominata regione cardiale, poi quella del fondo, quindi il corpo ed infine l’antro. Andando in profondità, analizzando le cellule dei tessuti, scopriamo che nella regione cardiale presentano una fisiologia alterata, mostrando uno stato infiammatorio a livello cellulare. Questa condizione è nota comunemente come infiammazione basale o infiammazione cellulare. Si tratta di una infiammazione molto diversa da quella che siamo abituati ad incontrare in seguito a traumi, dove abbiamo un gonfiore ed un richiamo o fuoriuscita di sangue. Nell’infiammazione basale le cellule presentano un metabolismo cellulare alterato, che ne compromette il corretto funzionamento. Nella zona del cardias sono presenti sia ghiandole capaci di produrre sostanze di protezione della mucosa dagli acidi, sia un sotto strato muscolare complesso, che contraendosi chiude lo sfintere.

Il malfunzionamento del cardias si innesta quando una infiammazione basale ha compromesso la funzione fisiologica delle cellule di questa zona. 

Quando abbiamo il reflusso, gli acidi e gli enzimi che risalgono il tratto digerente per giungere in esofago, tendono ad ustionare le mucose. Questa irritazione o infiammazione non ha nulla a che vedere con l’infiammazione basale, in questo caso si tratta di una infiammazione acuta vera e propria, con alterazione della fisiologia dell’organo (tubo digerente). 

Quando un organo è infiammato diventa ipersensibile. L’esempio più comune è una scottatura sulla pelle. Quando portiamo dell’acqua calda o fredda su una zona scottata, la sensazione è che sia o caldissima o freddissima, mentre in una condizione fisiologica sopportiamo la temperatura molto più facilmente.

L’infiammazione basale è una infiammazione particolare, in cui può mancare l’agente “irritante” che provoca l’infiammazione, poiché in questo particolare tipo di infiammazione, è l’infiammazione stessa che provoca infiammazione, con un circolo vizioso. Si potrebbe quindi pensare che averla o non averla sia indifferente.

Negli ultimi anni gli scienziati hanno scoperto che tutte le malattie croniche hanno alla base uno stato di infiammazione basale, e che anche i tumori partono da una infiammazione basale non controllata

Lo stress, ad esempio, incrementa l’infiammazione cellulare, e rappresenta un grandissimo fattore di rischio in quanto peggiora la salute per un benessere profondo. 

In alti picchi di stress lo stomaco somatizza, si contrae, si infiamma e perde buona parte della sua funzionalità. L’acidità ed il pH vengono alterati ed è un circolo vizioso.

Comunque, se si ha uno dei seguenti disturbi:

  • bruciore di stomaco
  • reflusso gastroesofageo
  • reflusso acido
  • ulcera gastrica
  • digestione lenta
  • aria nello stomaco 

è una chiara indicazione di presenza di infiammazione basale. Potrebbe esserci una patologia sotto ma questo può valutarlo unicamente il gastroenterologo.

Fino ad allora è importantissimo ridurre l’infiammazione basale, cioè quell’infiammazione che crea un cortocircuito fra dolore e infiammazione, che si autoalimenta ed altera il metabolismo cellulare. 

Un alterato metabolismo cellulare porta le cellule a non “lavorare” correttamente. Le cellule secernenti dello stomaco, ad esempio, non producono correttamente la quantità di acido necessaria, o lo producono anche quando non serve… Questo compromette la funzione dell’organo stesso, e come vedremo anche di altri organi vicini.

Certamente occorre intervenire anche con un piano nutrizionale bilanciato ed adeguato, oltre che curare il benessere fisico e mentale favorendo così il ripristino della fisiologia dello stomaco.

Perché nello Stomaco l’Ambiente è così Acido?

Se stai leggendo questo articolo probabilmente soffri di qualche disturbo elencato in precedenza, e potresti essere fra quelli che per i continui dolori sono costretti all’impiego di farmaci.

È importante allora prendere consapevolezza dello scopo dello stomaco. Ti sei mai fermato a chiederti perché il pH dello stomaco sia così acido? Se non fosse così eviteremmo tutti questi disagi derivanti dalle ustioni provocate dai succhi gastrici… ma allora perché la natura ha sviluppato questo sistema?

I succhi gastrici sono acidi per due motivi:

  • in primo luogo, gli enzimi che servono a “tagliare” le proteine funzionano a pH acido
  • in secondo luogo, il pH acido funge da sterilizzante, così da uccidere funghi, batteri e virus che ingeriamo con gli alimenti

Ma cosa succede se modifichiamo il pH dello stomaco?

Sicuramente andiamo a compromettere la digestione, perché gli enzimi gastrici lavoreranno meno, trovandosi in condizioni non ottimali, e sterilizzeremo meno quello che mangiamo, consentendo a microbi di entrare ed alterare gli equilibri presenti all’interno dello stomaco e dell’intestino.

Ma allora perché i farmaci che vengono indicati per il reflusso agiscono alterando il pH?

Questo è il modo più veloce per consentire alle mucose ustionate di stare meglio, ma allo stesso tempo le linee guida indicano di NON usare questi prodotti per tempi lunghi, proprio perché le controindicazioni sono importanti, e possono predisporre a disordini su numerosi organi: fegato, intestino, sistema immunitario, sistema nervoso…

Il nostro corpo ci dà sempre indicazioni ed informazioni sul suo stato di salute, dobbiamo allenarci ad ascoltarlo.

Rimedi: Cosa fare per Ridurre l’Infiammazione?

Se arriviamo a trascurare il nostro corpo per lungo tempo, non possiamo poi sperare in qualche giorno di sistemare tutto. La fisiologia ha bisogno dei suoi tempi per tornare in equilibrio, e dobbiamo essere pazienti. 

Quando iniziamo un trattamento con molecole naturali, dobbiamo entrare nell’ordine di idee che stiamo lavorando rispettando i ritmi della natura, e che impiegheremo dai 3 ai 9 mesi a ripristinare una situazione compromessa.

L’augurio è di riuscire a ripristinare la normale fisiologia cellulare e tornare ad avere uno stomaco che funziona correttamente, …ma una volta raggiunto questo risultato, posso smettere il ciclo di disinfiammazione basale?

Dipende

Da cosa dipende?

Beh, innanzitutto dalla causa. Se l’infiammazione dipende da uno stile di vita sbagliato, o da un ambiente troppo inquinato, o dal fumo, …e non cambio, dovrò necessariamente ripetere il ciclo. 

L’augurio è che ciascuno sappia individuare la ragione esterna che gli crea malessere ed abbia il coraggio di lavorare per eliminarla, o quantomeno ridurla, regalandosi così una vita migliore.

Dr. Andrea Saccani

Andrea Saccani

Laureato nel 2000 in Scienze Biologiche indirizzo Biomolecolare mi sono occupato inizialmente di ricerca di base in Endocrinologia Sperimentale presso l'Istituto Auxologico Italiano nel gruppo del prof. Cavagnini.

In questo periodo ho approfondito gli studi in ambito nutrizionale seguendo dei corsi specifici sulla Biologia Fisiologia Modellistica della Nutrizione Umana, che mi hanno portato a registrare il mio primo brevetto.
Sono poi entrato nel mondo industriale divenendo il responsabile della ricerca e sviluppo di una biotech italiana focalizzato sullo sviluppo di diagnostici da campo e point-of-care (POCT) per l'agroalimentare, la veterinaria e la diagnostica umana.
Successivamente mi sono occupato dello sviluppo di servizi per il mondo della tutela della salute e del benessere, ed in fine dello sviluppo del business di una biotech italiana capace di moltiplicare cellule vegetali in vitro, e recuperare da queste cellule dei metaboliti secondari di interesse salutistico.
 
Sono stato nel tempo coautore di diversi articoli scientifici internazionali, inventore in alcuni brevetti internazionali e relatore ad alcune conferenze, fra le quali mi piace ricordare:
“La diagnostica: dal laboratorio al campo” presso il Centro Nazionale Ricerche CNR ISA Avellino;
“Il sistema cluster nazionale e regionale per la ricerca e l’innovazione agroalimentare” Evento Roadshow CL.A.N. (CLuster Agrofood Nazionale);
“Expo 2015 - tradizione e innovazione nelle migliori produzioni alimentari” Congresso NUCE 2013 Fiera Milano City MiCo;
 
e due interventi in occasione di EXPO 2015 in collaborazione con un carosello di eventi organizzato dal CNR, dal titolo F4F2 - Future for Food and Food for Future  
 
“Semplicità e invasività dei sistemi diagnostici” EXPO 2015 Piazza Irpinia;

“La qualità del cibo come driver per correggere abitudini nutrizionali errate” EXPO 2015 sede CNR Milano.

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